01/07/2011

 

L’Est non era uguale all’Ovest

e solo per superficialità

o per abile artificio

li si può sovrapporre

e viverci sopra con non chalance.

La terra doveva essere

qualcosa di fermo.

Invece, è più mare del mare

e, acquitrinosa e sfaldata,

non mi consente di costruire.

Acqua anche da sopra cade

sulla terra che non è.

Sfinita,

sono le mie rabbiose lacrime.

                           Aria_Rosa

 

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Ciao mondo!!

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Lo speaker “biblico” – La Mano di Dio e il passaggio delle acque


   "J’ha fatto l’istantanea!"

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Continuo stupore

No, dico…vorrei confrontare il mio stupore…magari è normale così e sono solo smemorata…
Ma voi, avete memoria di un Ministro di Giustizia i cui interventi sono solleciti e puntuali contro i suoi stessi dipendenti? Non dovrebbe esserne il sovraintendente e coordinarli, difendendone l’operato? Sembrano due corpi distinti…
 

Il ministro – si legge in una nota del ministero – “lette le dichiarazioni rese ieri alla stampa dal Procuratore aggiunto di Milano dott. Forno, che ha accusato le gerarchie ecclesiastiche di coprire i sacerdoti responsabili di gravi fatti di pedofilia, considerato il carattere potenzialmente diffamatorio di tali dichiarazioni, ha dato mandato al suo ufficio ispettivo di verificare se il dott. Forno con tale condotta abbia violato  i doveri di correttezza equilibrio e riserbo che devono essere particolarmente osservati nella trattazione di procedimenti delicati come quelli per reati di pedofilia, reati che vanno perseguiti con estrema decisione ma – si precisa nella nota – evitando pericolose generalizzazioni”.

da Repubblica di oggi, 02 aprile 2010
http://www.repubblica.it/cronaca/2010/04/02/news/preti_pedofili_alfano_inva_ispettori_a_milano_il_procuratore_aveva_accusato_la_chiesa-3085801/
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Ogni cosa può crescere se curata

Vendola al Pd: «Berlusconi non andrà via da solo. Azzeriamo tutto per ripartire»

 
di Marco Bucciantini tutti gli articoli dell’autore
Da ragazzo vendeva i libri, poi cominciò a correggere bozze, a ragionare sulle parole, cercarne di migliori. Si è sentito ricco quando ha potuto comprarsi le opere complete di Pavese, «mi affascinò la sua scrittura meno legata ai codici dell’eloquenza e più allacciata al ritmo della vita». Il centrosinistra riparte da qui, da Terlizzi, dalla Puglia, dal linguaggio diverso di questo uomo del sud, Nichi Vendola. «Adesso servono occhi per vedere, e voglia di capire questo Paese. Dobbiamo ritornare a pensare. Cominciando dalla domanda più scontata ed elusa di questi anni: cosa sta succedendo all’Italia? E la risposta deve partire da una consapevolezza: Berlusconi non è una anomalia di questo Paese, ma la sua autobiografia». Vendola sta andando a Roma, per impegni «personali». Ma è un viaggio simbolico, atteso. Incontra cittadini che gli propongono – subito – un nuovo, messianico, obiettivo. «Devi guidare il centro sinistra». Al solito, si appassiona alle sue parole, e s’attarda con qualunque giornalista o passante voglia discutere di qualsiasi cosa. Il pollice della mano destra è fasciato da un anello d’oro, dono di un pescatore di Mola di Bari, «era il ricordo di maggior valore che serbava della madre. È il mio anello di fidanzamento con la Puglia». Ha questi cedimenti ortodossi. Stretto nella mano ha l’ultimo, bellissimo, struggente libro di Erri De Luca, Il peso della farfalla. Con lo scrittore campano condivide il legame ombelicale, eterno con la madre, che pervade le pagine di De Luca e che accompagna la biografia del governatore: l’anziana signora Vendola anche ieri mattina mostrava euforica dal suo modernissimo computer l’inaugurazione a Berlino della Fabbrica di Nichi, questi nuovi spazi e modi di aggregare i sostenitori.Come vent’anni fa la Lega cambiò il linguaggio della politica, parlando alla pancia della gente di destra, conservatrice, del nord, Vendola cerca parole nuove, e con quelle trova il cuore della gente del sud. Vuole e deve portare questo linguaggio fuori dalla Puglia, misurarlo con un elettorato più vasto, deluso, risalendo la Penisola:
«Ma se cominciamo a parlare di chi deve fare il leader, allora continuiamo a perdere».
E per vincere, come deve parlare il centrosinistra?
 Il Pd pare non avere i numeri per sperare nell’autosufficienza e nemmeno per esser perno di una coalizione così eterogenea…«Non imparano mai, continuano a sbagliare. La situazioneandrebbe azzerata. Intanto dovrebbero ammettere che il risultato nazionale è negativo».
È vero che assieme a Veltroni potreste rilanciare un nuovo Pd, che nascerebbe già allargato verso sinistra?
«Mah… non è questa l’urgenza…(e allarga le braccia e ripete la muta smorfia che aveva seguito la richiesta di un commento alle dimissioni del suo grande avversario, il ministro Raffaele Fitto, ndr)».
Da dove si comincia?
«Faccio una proposta: mettiamo tutto in discussione, senza tabù, senza steccati. Ognuno porta quello che ha, io porto la mia dote».
Presidente, a livello nazionale la sua dote è del 3%…
«È un micro patrimonio ma anche la dimostrazione che non ci sono specchietti per le allodole. Qui, in Puglia, Sinistra e Libertà è al 10% perché con le Fabbriche siamo riusciti a coinvolgere il territorio, i giovani, la società in un percorso reale, sui temi concreti.  Ogni cosa può crescere, se curata».
E poi, discutere di cosa? C’è un’occasione all’orizzonte: la crisi di Berlusconi. 
«Ma senza progetto assisteremo alla sua consunzione senza giovarne. Il centrosinistra si attendeva una riscossa solo perché percepiva il disfacimento del Pdl: non è accaduto, anzi, i guai di Berlusconi sono stati ammortizzati dalla Lega». «Cosa è oggi il centrosinistra? Non possiamo connotarlo con le parole di Montale: codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Serve un passo avanti, annunciare il cambiamento non basta: va praticato».
«Non è un problema di stile della comunicazione. È il contenuto del messaggio che va cambiato: cambiandolo, si troveranno parole appropriate, e per forza nuove. Il centrosinistra non è un messaggio forte, riuscito. È frammentario, allusivo: allude ai problemi, in campagna elettorale, ma prima e dopo il voto non li affronta, né quando governa e né quando potrebbe organizzare l’alternativa. E queste allusioni si trasformano implicitamente in illusioni. E infine in delusioni».
 
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Nel nostro paese sempre più democratico…

Non vedremo più al Tg1 Tiziana Ferrario, Paolo Di Giannantonio e Piero Damosso

 

  Tg1, allontanati dal video tre conduttori

  Minzolini: “Non si tratta di epurazione”

  Il comitato di redazione: “Penalizzato chi non ha
firmato la lettera in favore del direttore”

   http://www.repubblica.it/politica/2010/03/31/news/rai_cambiamenti_tg1-3048109/

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Necropolis

14/11/’09
 
Nel reciproco pomerio
delle nostre città fortificate
ci siamo lasciati come un Enrico IV
senza nessuna penitenza
aspettando il gesto umile
del bussare dell’altro
al giusto accordo
del nostro diapason cittadino
con la mano sospesa per paura
tra la madre terra
e il cielo dei fulmini di dio.
Davanti allo spettacolo
di calcaree dissolvenze ossee
e di ammanchi di muscoli cardiaci
l’attendentismo orbo
farà di noi
solo necropoli.
 
  Aria_Rosa
 
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